Speciale: Transvideo – Nostalgiche emozioni

Il 29 Marzo 2017 abbiamo fatto tappa in Toscana, per esser più precisi a Prato, in quella che è una delle videoteche più importanti d’Italia: TRANSVIDEO.
Abbiamo intervistato il suo titolare, il gentilissimo Luca Branchetti, e con lui ci siamo lasciati andare ai ricordi di un tempo che oramai non esiste più, passeggiando tra gli immensi scaffali del magazzino di un posto che, purtroppo, in questi giorni sta chiudendo per vedere una nuova luce (con qualche caratteristica diversa) in un’altra sede pratese.
Con Luca, esperto del settore ma soprattutto caro amico, abbiamo parlato davvero molto e quindi, senza ulteriori introduzioni, vi lasciamo alla lettura di questa speciale e lunga intervista!

Che cos’è “Transvideo” e quando e come nasce?
È una videoteca, forse una delle prime in Italia. A Prato sicuramente la prima, poiché l’iscrizione alla camera di commercio risale al 1982. In realtà però aveva già preso vita qualche mese prima dell’apertura ufficiale, quindi proprio nei primi anni ’80. Le vhs stavano nascendo e, quindi, non è nata con l’idea di noleggiare videocassette ma come un laboratorio di produzione video, transcodifica, passaggi da telecinema a pellicola e sui primi nastri magnetici. Proprio quando iniziarono a prendere diffusione le prime videocassette venne l’idea di provare ad avere qualcosa da proporre a noleggio ai primi clienti che acquistavano i videoregistratori e gli apparecchi elettronici ma non avevano niente da visionare. Così si iniziarono a distribuire le prime vhs per il noleggio che, all’epoca, ci venivano noleggiate e noi le subaffittavamo ai clienti. Per questo motivo, finito il mandato di noleggio, noi dovevamo inizialmente restituire il materiale alla ditta che ce lo forniva.
Transvideo venne fondata da mio padre, vero e proprio appassionato del “supporto video” e della sua produzione che, all’epoca, stava nascendo, anche per la lavorazione casalinga…da questa grande passione personale mio padre avrà conosciuto qualcuno e da lì derivò l’apertura dell’attività (purtroppo lui oggi non c’è più, quindi non posso essere troppo preciso) che nacque sicuramente da una passione collaterale, dal momento che lui aveva già un lavoro (faceva il fornaio, ed iniziò a lavorare a 14 anni) che più tardi abbandonò per fondare il luogo che, lentamente, si sarebbe trasformato in quello che oggi è Transvideo.

Come funzionava il noleggio delle vhs, tecnicamente parlando? C’era un sistema di affiliazione o tesseramento del cliente?
Negli anni ’80 non c’erano pc, per cui si parla di un inizio del tutto artigianale e manuale.
In primo luogo va detto che erano pochissime le persone che si potevano permettere a quel tempo di avere apparecchi per riprodurre le vhs. Chi si poteva permettere ciò difficilmente veniva a truffarti. Avevamo quindi degli schedari che venivano compilati coi dati anagrafici del cliente ma poi tutto il noleggio, prelievo e sostituzione veniva fatto su questi schedari e in buona fede. All’incirca la tariffa di noleggio (nonostante siano passati anni dal 1981 ad oggi) è rimasta invariata, perché se non vado errato noi abbiamo iniziato con una tariffa di 5.000 Lire di noleggio, poi trasformata per un discorso di aumenti IVA in 6.000 Lire (che era un prezzo un po’ consigliato anche dalle case distributrici, tanto che addirittura la Fox lo faceva stampare sulle sue vhs) e da lì poi il passaggio a 3,10 Euro per arrotondarlo preciso senza fare il raddoppio.
Per il prezzo di vendita invece va fatto un discorso diverso, specie per la Disney, dove costavano 49.900 Lire le più care e in media 39.900 Lire quasi tutte le altre.
Chiaro che ad un certo punto aumentò talmente tanto la richiesta di noleggio per cui diventava quasi impossibile il fine settimana segnare a mano tutti i prelievi e poi, il lunedì o martedì, le restituzioni. Era un lavoro immane. Quando vennero proposti i primi pc Olivetti fu fatto fare subito un software per i dati dei film, anche per far prima le ricerche: quando ti ritrovi 20.000 videocassette, se non son schedate correttamente, non sai dove andarle a cercare in archivio! Un vero e proprio tesseramento venne inserito quando si passò alla distribuzione automatica, perché era indispensabile per accedervi. All’inizio, a dirla tutta, non si trattava nemmeno di una tessera. Erano delle chiavette magnetiche (simili a quelle dei distributori del caffè) con abbinato un codice di accesso personale e l’importo che il cliente ricaricava. Solo in seguito, per ragioni di comodità ma anche di costi, si passò alle tessere a banda magnetica, chip, codice a barre e quant’altro. Addirittura abbiamo provato anche delle schede contactless grazie alle quali bastava avvicinarsi alla macchina e il lettore riconosceva il codice identificativo del cliente!

   

Domanda secca: quanto videocassette hai avuto in totale, prima di venderle?
Non saprei dirvi con precisione…ma sicuramente abbiamo superato le 20.000.
Noi abbiamo sempre diviso il catalogo hard dai rimanenti prodotti home-video ma, se si sommano, indubbiamente si superano i 20.000 titoli. Anche perché oltre alla sede principale della Transvideo abbiamo avuto, per diversi anni, tre negozi automatizzati distaccati, sempre a Prato. In una di queste tre sedi oltretutto, quella di Piazza Mercatale, è nato il primo negozio automatico della 24 Self Video: un negozio vero e proprio aperto 24h su 24 con un accesso su scheda ed una gestione del tutto automatizzata (aria condizionata, illuminazione, gestione del catalogo di film….). Probabilmente venne presa proprio da quel punto vendita l’idea di realizzare tutti gli altri negozi con una parete, che divideva il negozio vero e proprio dalla parte automatizzata, realizzata in mandorlato d’alluminio: materiale facile da lavorare, resistente, poco costoso e che permetteva di realizzare delle intelaiature in maniera molto pratica.
A quel che mi è stato detto fummo proprio noi uno dei primi negozi ad usarlo. Ovviamente anche noi siamo partiti come artigiani e, in seguito, altre ditte hanno sviluppato e perfezionato le tecniche artigianali per il grande commercio.


Qual è la videocassetta che ricordi di aver noleggiato e/o venduto di più in assoluto?
Sicuramente uno dei titoli per eccellenza è stato il Titanic di James Cameron, anche se qui bisogna allargare il discorso e parlare anche di “profondità di copie”. A differenza dei primi noleggi difatti, per quel titolo ci vennero fornite molte copie e così l’utente medio, ovvero quello che entra in videoteca e chiede “cosa c’è di nuovo?” senza preoccuparsi di recuperare chicche uscite anche solo pochi mesi prima, era ampiamente soddisfatto.

Quand’è che il settore del videonoleggio ha iniziato ad entrare in crisi e perché?
Probabilmente quando c’è stato il passaggio dalla videocassetta al DVD eravamo al momento di massimo splendore. Poi, da lì, è purtroppo iniziato un lento declino. Sicuramente chi ha rovinato il settore, per quanto ci riguarda, è internet. Quindi bisogna parlare sia di diffusione di materiale in rete, che della sua velocità di condivisione (è chiaro che solo negli ultimi anni, con la fibra e le nuove tecnologie, anche lo scaricamento illegale di film è diventato più “agevole”; prima non avvertivamo così tanto il problema).
Il DVD invece, grazie alla traccia multi-lingua inclusa nel disco, ne consentiva la diffusione in più parti del mondo in maniera più rapida. Vi faccio un esempio personale: io sono riuscito ad avere Il Collezionista di Ossa in DVD diversi mesi prima dell’uscita ufficiale in Italia, semplicemente facendo un viaggio in Spagna dove il film era già stato distribuito con doppiaggio italiano.
Questo fattore, indubbiamente, ha contribuito a portare confusione all’interno del settore.
Non siamo, purtroppo, mai stati tutelati; non ci sono mai stati dei controlli effettivi. Considerando quindi delle “scorrettezze” del genere, ben capite che da lì in poi è stata tutto un lento declino.
Sulla pirateria, come già accennato, non voglio essere troppo severo: ci sono così tanti reati in Italia che forse lo scaricamento illegale di film è l’ultimo, e sono il primo a dirlo! Però è una delle cause primarie per cui è stato messo in ginocchio un comparto che avrebbe potuto ancora dare tanto a livello economico. Pensate solo al giorno in cui la catena di Blockbuster ha chiuso, in Italia avranno chiuso (ipotizzo) 500 negozi? E a seguire 2.000 / 3.000 lavoratori lasciati a piedi in pochi mesi? Vero, la pirateria è un reato minore ma intanto, col fatto di essere considerato come tale, la gente del settore si è ritrovata a rimanere a casa senza lavoro.

C’è un titolo a cui sei particolarmente affezionato?
Ce ne sono tantissimi. E tanti che oltretutto non cederei mai. Tra quelli da cui mai mi separerei per primo vi direi Yellow Submarine dei Beatles, della Warner Home Video.
È uno dei pochi che ho sempre visto incellofanato qua dentro per cui, a parte la vendita, film incellofanati nostri è difficilissimo che ce ne siano rimasti: li acquistavamo, ci arrivavano, li aprivamo, li noleggiavamo o vendevamo e quindi era molto difficile che ne rimanessero di sigillati. Questo titolo invece è riuscito, nel corso degli anni, a passare qui dentro col cellofan addosso. Ci sono legato. Per il resto io sono affezionato al film specifico, più che alla cassetta.
La cassetta per me è sempre stato puro lavoro, perciò dovevi stare attento a fare gli acquisti corretti: noi compravamo con l’idea di costruire un archivio completo e totale di tutto quello che veniva distribuito dalle tante major cinematografiche che ci fornivano il prodotto.
Personalmente sono fissato con Il Signore degli Anelli, a partire dal vecchio cartone animato della Warner e fino alla trilogia de Lo Hobbit, ma in generale per me è difficile scegliere cosa salvare e cosa no. Amo il cinema, magari con la sola eccezione dei film d’arti marziali (che invece, con le svendite degli ultimi mesi, sono andati quasi subito a ruba).

Noi non abbiamo venduto niente fino agli ultimi mesi, perché c’è sempre stato il desiderio di avere un magazzino integrale proprio fatto con l’idea di “ci deve essere tutto quello che si può avere”. E per questo non siamo mai riusciti a vendere i pezzi, nonostante le offerte molto interessanti ricevute nel corso degli anni. Tutto ciò che ci mancava, o è andato rovinato perché il videoregistratore aveva agganciato i nastri, o non è mai stato restituito (e quindi appropriazione indebita da parte di qualche cliente, o per dimenticanza o a sommo scopo). Certo, sono stati venduti dei pezzi di cui avevamo un nutrito numero di copie, ma ne abbiamo sempre conservate almeno un paio per il nostro archivio. Quindi, in conclusione, c’era amore per “il magazzino”.
Oggi purtroppo siamo stati costretti a disfarcene perché con gli incassi che ha una videoteca non è più possibile gestire le spese che un magazzino ha, fondamentalmente per “l’ambiente”.
Il rischio è dunque quello di rovinare il materiale che hai, perché non lo puoi più conservare in maniera corretta. Per questo motivo abbiamo preferito trovare qualcuno che possa conservare i pezzi nel modo più adeguato, e sto parlando dei collezionisti. Io quando vendo vhs ad un collezionista sono contento, non solo perché le vendo e ci guadagno qualcosa (dopotutto è sempre il mio lavoro), ma il fatto di dar via le vhs Disney a chi ha una collezione Disney mi fa piacere, perché so come le tratterà. Mi dispiace un po’, certo, quando qualcuno le acquista con disinteresse o per rivenderle, come purtroppo so per certo essere già successo. Ecco, questo non mi fa piacere.
Ho provato comunque a fare più di una telefonata a qualche ente importante che potesse prendere tutto il catalogo di magazzino come donazione e conservare i titoli, magari sistemandone i nastri per poi esporli…ma nessuno ha accettato. Chi se le prende oggigiorno oltre 20.000 videocassette? E quindi, in quest’ottica, viva i collezionisti!

Rimaniamo in tema di collezionismo, allora: noi siamo un sito interamente creato e gestito da due collezionisti ed appassionati Disney. Anche per questo motivo ci fanno particolarmente piacere le tue parole, considerata la cura e l’amore che mettiamo in questo nostro sito e nelle nostre rispettive collezioni personali, e ti chiediamo: c’è qualche titolo Disney che a te suscita qualche ricordo particolare e personale?
Le Disney indubbiamente hanno tutte un qualche ricordo piacevole legato. Davvero, tutte. Mentre parlo, non so perché, mi viene in mente L’Asinello. Quel titolo, probabilmente per la mia età, dato che me lo ricordo fin da piccolino, ha un ricordo particolarmente piacevole. Lo stesso dicasi per Pierino e il Lupo. Sono due prodotti che effettivamente ricordo con grande piacere. Ora ho 41 anni, ma me le ricordo con gli occhi di un bambino. Sempre per Pierino sono legato alla videocassetta dei Miniclassici, dove ricordo con piacere anche la Silly Symphony e il bellissimo corto di Topolino L’Ora della Sinfonia, allegati dopo il cartoon. Erano prodotti per la vendita, ma io a casa le vedevo e conservavo. Anche per questo me le ricordo ancora oggi molto bene e con affetto…

Ricordi, a livello di curiosità, quale titolo Disney in assoluto sia stato il più venduto e quale quello più noleggiato?
Per il negozio sicuramente uno dei ricordi più importanti è legato a Il Re Leone, l’ultima vendita di prodotti Disney fatta su larga scala. Fino a quel periodo lì (1995, nda) non erano presenti in maniera massiccia centri commerciali, negozi, ipermercati o addirittura autogrill dove si potessero acquistare anche vhs a prezzi stracciati (perfino più bassi del nostro prezzo d’acquisto del prodotto). Con Il Re Leone si parlò addirittura di qualche migliaio di pezzi di vendita, per noi, e fu indubbiamente l’ultimo titolo Disney così proficuo.
Per il noleggio una discreta fortuna la ebbe un titolo molto curioso: Mousercise – Esercizi con Topolino. Per quel titolo se non ricordo male arrivarono addirittura 2-3 copie, cosa rarissima per quel periodo. Dovete infatti sapere che all’inizio ci arrivava una sola copia per prodotto, e quindi un Pistaaa…Arriva il Gatto delle Nevi, un Il Gatto Venuto dallo Spazio, ecc. Una sola e nulla più, anzi, già averne una sola copia per quei tempi era un record come videoteca! Mousercise invece, contenendo fondamentalmente esercizi di aerobica per ragazzi, poteva essere tenuto anche quattro giorni per mettere in pratica il contenuto e non solamente uno, come quando si vedeva il film Disney alla sera per restituirlo in videoteca il giorno dopo, no? Avendone una copia sola, probabilmente, non si sarebbero riuscite ad accontentare le richieste. Però questo bisognerebbe chiederlo alla dirigenza Disney dell’epoca…

Anche fuori dal mondo Disney, quali pensi possano essere i titoli più rari che Transvideo ha posseduto?
Probabilmente le ISAvideo, sebbene ne abbia avute in tutto poco più di una decina.
Le ultime tre che mi erano rimaste (nella foto sotto, nda) le ho giù vendute ad un collezionista, anche ad un prezzo abbastanza alto. Ma onestamente vi dirò che io non sono mai andato a ricercarne la rarità. Per noi tutti i giorni era un lavoro, tutti i giorni c’era la contabilità, i clienti, il preoccuparsi del giorno dopo, ecc… Forse io il collezionismo l’ho vissuto in maniera sbagliata. Purtroppo abbiamo avuto tanti collezionisti, negli anni, che si sono approfittati della nostra buona fede. Per esempio clienti che ci hanno restituito i film con le fascette fotocopiate! All’epoca, in maniera ingenua, noi noleggiavamo il supporto in maniera intera: con l’astuccio, la copertina e quant’altro. Avevamo così tanta mole di lavoro e titoli che non potevamo verificare che ogni noleggio venisse reso correttamente. Addirittura, negli anni, sono state cambiate le ruzzole delle videocassette! Se vi racconto la vita che facevamo per un certo periodo di tempo, al fine di mettere in sicurezza i nostri prodotti, ci son degli aneddoti pazzeschi…vi ricordo che l’anticopia, che impediva la duplicazione dei titoli, ha iniziato a comparire solamente nei primi anni ’90. Per cui: arrivavano la videocassette, venivano aperte e con dei timbri cilindrici che avevamo fatto costruire appositamente marchiavamo le ruzzole all’interno per impedirne la sostituzione. Avevamo fatto fare una specie di mola per limare la vite centrale della vhs e farla diventare anti-svito e, infine, utilizzavamo dei sigilli da mettere ai lati così che se la cassetta fosse stata aperta ce ne saremmo accorti. Da quel periodo in poi, ogni volta che rientrava un film, ci accertavamo che tutto fosse a posto e che almeno le ruzzole avessero ancora il nostro timbro apposito. A malincuore un paio di volte ho dovuto anche denunciare qualcuno, recidivo…e mi spiace. L’idea nostra era quella di fare un archivio per la città dove gli appassionati potevano attingere in maniera pulita e corretta invece purtroppo, molto spesso dall’altra parte c’era solo il desiderio del possesso.

Quali i progetti per il tuo futuro personale e, specialmente, quale sarà quello di Transvideo?
Non vi nascondo che l’idea era quella di chiudere. È il mio lavoro dopotutto, e lo posso fare solo quando a fine mese mi resta un minimo margine di guadagno. Noi vendiamo un prodotto che, per il giovanissimo, oggi non ha più motivo di esistere. Come si passò dal CD a Spotify, lo stesso è successo per i film: non c’è (escludendo i pochi collezionisti) necessità di acquistare il supporto fisico, tanto è veicolabile digitalmente. Le spese di gestione del negozio, però, sono talmente tante che ci si interroga se ne vale davvero la pena. Quando abbiamo iniziato a dire ai clienti che a fine aprile avremmo chiuso, tutti ci hanno manifestato la loro tristezza e il loro dissenso.
Così, insieme ad un amico di famiglia di lunga data, abbiamo trovato un nuovo locale di dimensioni ridotte nonché molto vicino all’attuale sede della videoteca. Pertanto, data anche la grande mano che ci viene data sul prezzo d’affitto pur di non vederci chiudere, abbiamo deciso di continuare….modificando qualcosa. Toglieremo la distribuzione automatica in modo totale, per tanti motivi ma anche per ripristinare il rapporto diretto col cliente all’interno del negozio.
Per problemi di metratura, purtroppo, come già detto, tutto il catalogo storico di vhs scomparirà (anche se probabilmente terremo qualche titolo, per ricordarci “da dove veniamo”) e continueremo col noleggio e la vendita (settore che, a dirla tutta, vorremo ampliare) di DVD e Blu-Ray.

Per quel che riguarda il mio futuro personale, così come è stato da quando è nata Transvideo, continuano i lavoro di produzione audiovisiva. Certo, non a livelli hollywoodiani, ma sempre professionali. Attualmente sto lavorando all’authoring di un DVD che uscirà su scala nazionale, per cui questo aspetto rimarrà, ed anzi io spero che aumenti. Io ne ho fatte di tutti i colori in questo settore: direttore della fotografia per una commedia televisiva, regista di uno spettacolo televisivo con Alessandro Paci e Massimo Ceccherini, regista della sit-com Due Come Noi su RTV38 e tantissime altre cose….i progetti di video, televisione, cinema e quant’altro per quanto mi riguarda, dunque, non moriranno mai. Il mio amore verso questo modo della post-produzione in generale è infinito. Tutte le volte dico “questa è l’ultima volta”, però so che non smetterò mai. Idem per Transvideo: sono cresciuto in una videoteca, ho sempre visto Transvideo, non ce la farei ad abbandonarla.

Gli appassionati parlano di Transvideo come una delle prime tre più grandi videoteche d’Italia, se non forse la prima in assoluto. Sei conscio di ciò?
Mi è stato detto da tante persone, l’ho letto su internet, ma io non te lo so dire: nelle altre videoteche non ci sono mai andato. Indubbiamente siamo coscienti di esser stati una delle primissime su scala nazionale. Proprio nei giorni scorsi ho dovuto cestinare i documenti amministrativi, che abbiamo sempre preferito conservare. Avevo delle fatture che avrebbero potuto testimoniare l’età di questo posto. Ho avuto, per dirvi, una delle primissime fatture della Disney e delle altre varie ditte…prima di noi altre videoteche non ce ne erano e, quindi, non esisteva ancora una Disney che andava a vendere i propri prodotti. Quindi sì, mi fa piacere sapere di aver segnato tutto il percorso delle videocassette in Italia.
Fino a quando ci sarà motivo per cui una videoteca possa rimanere aperta in Italia, noi vorremo esserci! Si guadagna poco? Ridurrò le spese al minimo, ma io ci voglio essere. Sono stato il primo ad aprire, mi piacerebbe essere l’ultimo a chiudere…certo, è una sfida: non è semplice per nulla. Ma a noi, in quanto videoteca e solo videoteca (senza dunque vendere altri prodotti, come hanno fatto altri negozi) piacerebbe esserci fino alla fine dei giorni delle videoteche.
E speriamo di riuscirci….

E lo speriamo vivamente anche noi di VHSWD.
Un caloroso ringraziamento a Luca e a tutto lo staff di Transvideo per la disponibilità, pazienza ed amicizia che ci hanno dimostrato. A noi non resta che invitarvi a visitare il sito web (http://www.tvstore.it/) di questa storica videoteca e la relativa pagina Facebook, in costante aggiornamento.

Al prossimo Speciale…e sempre viva le videocassette!

Precedente Miniclassici - L'Asinello Successivo I Capolavori di Walt Disney - 9 Oscars

6 thoughts on “Speciale: Transvideo – Nostalgiche emozioni

  1. Fra X il said:

    Ah, però! Che chicca! Intervista un minimo tirata, ma ci stà! XD Qui da me le videoteche hanno chiuso tutte o quasi purtroppo! Sono arrivato a cosa sono le ruzzole pensando al gioco cui giocava mio padre, ruzzola appunto! XD Ah, però! Veramente noleggiavano le videocassette con la custodia?!? All’ inizio ci rimanevo un pò male che ci davano la VHS con una anonima. XD

  2. Fra X il said:

    Caspita! Le “chiavi”! Che mi ha ricordato! In effetti rammento che una videoteca ce l’ aveva! ^^
    Riguardo le considerazioni sul materiale nel web, vero. Ed aggiungo che secondo me la differenza forte l’ ha fatta lo streaming, almeno qualche anno fa. Prima ho poi devo decidermi a vedere “Yellow submarine”. XD

  3. Matteo il said:

    Che ricordi incredibili i negozi di noleggio. Era il momento più bello della settimana. Ogni sabato pomeriggio io e mio padre ci andavamo, un film per me (metà delle volte era Basil l’investigatopo) e uno per lui. Decisamente il computer ha stravolto il settore, la possibilità di vedere tutto e subito non poteva non avere conseguenze.

    • VHSWD il said:

      Non per niente abbiamo intitolato lo speciale “nostalgiche emozioni”! Condividiamo il tuo commento e soprattutto i ricordi d’infanzia, che ci legheranno per sempre a questa tipologia di negozio. Ti ringraziamo e continua a seguirci!

Lascia un commento

*